Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2026

Punti chiave
- Dal 1° gennaio 2026 il Bonus Barriere 75% non è più disponibile per nuove spese: chi ha pagato entro il 31/12/2025 conserva il diritto alla detrazione nelle dichiarazioni successive.
- L’agevolazione di riferimento per il 2026 è il Bonus Ristrutturazioni: 50% per l’abitazione principale, 36% per gli altri immobili, su un massimale di 96.000 € per unità immobiliare.
- La detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.
- L’IVA al 4% è sempre applicabile in caso di disabilità riconosciuta ed è cumulabile con tutte le altre agevolazioni.
- Per i contribuenti con reddito superiore a 75.000 € è in vigore un plafond familiare che limita le detrazioni complessive annue.
- Cessione del credito e sconto in fattura non sono più disponibili per gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche.
- Pagamento con bonifico parlante e asseverazione tecnica conforme al DM 236/89 sono requisiti obbligatori.
L’installazione di un montascale rappresenta un investimento importante per abbattere le barriere architettoniche e migliorare la qualità della vita di persone con disabilità o mobilità ridotta.
Fortunatamente, anche dopo la fine del Bonus 75%, in Italia è possibile usufruire di una detrazione fiscale fino al 50% per le spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di un montascale, oltre ad altre tre agevolazioni cumulabili che possono ridurre sensibilmente il costo finale.
In questa guida completa, approfondiremo tutti gli aspetti relativi alla detrazione montascale del 2026, fornendo informazioni utili per comprendere i requisiti, la documentazione necessaria e le modalità di fruizione del bonus.
Voglio un preventivo e risparmiare grazie alla detrazione fiscale del 50%
Le agevolazioni montascale attive nel 2026: panoramica
Nel 2026 chi installa un montascale può accedere a quattro tipologie di agevolazioni fiscali, in parte cumulabili tra loro. Prima di analizzarle nel dettaglio, ecco una tabella di sintesi che riassume aliquote, requisiti e modalità di fruizione.
| Agevolazione | Quanto si recupera | A chi spetta | Modalità |
|---|---|---|---|
| Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis TUIR) | 50% prima casa 36% altri immobili (massimale 96.000 €) |
Tutti i contribuenti IRPEF, senza requisiti di disabilità | Detrazione in 10 quote annuali |
| IVA agevolata 4% | Sconto immediato del 18% sul prezzo (al posto del 22%) | Persone con disabilità riconosciuta o familiari fiscalmente a carico | Applicata direttamente in fattura |
| Detrazione 19% (spese sanitarie) | 19% senza franchigia per i mezzi di sollevamento | Persone con disabilità riconosciuta o familiari fiscalmente a carico | Detrazione in dichiarazione dei redditi |
| Contributi Legge 13/89 | Contributo a fondo perduto in base alla spesa | Persone con menomazioni permanenti, su graduatoria comunale | Domanda da presentare al Comune (verifica scadenze del bando in corso) |
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Bonus Ristrutturazioni: la detrazione principale del 2026
Il bonus montascale rientra tra le agevolazioni destinate a coloro che effettuano interventi per eliminare le barriere architettoniche, ai sensi dell’articolo 16-bis del TUIR (DPR 917/1986). Tutte le condizioni applicative sono illustrate nella guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate.
Ad essere detratte sono le spese di acquisto e installazione sia di un montascale a poltroncina che a pedana, oltre a servoscala, piattaforme elevatrici e miniascensori.
Se non ci sono limitazioni per la tipologia di ausilio, lunga è invece la lista dei requisiti da rispettare per poter beneficiare della misura.
Vediamo dunque nello specifico quali sono le aliquote 2026, i soggetti che possono presentare domanda, le attività detraibili e le caratteristiche tecniche che il montascale deve rispettare.
Aliquote 2026: 50% per l’abitazione principale, 36% per gli altri immobili
Una delle novità più importanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 e confermate dalla Legge di Bilancio 2026 riguarda la differenziazione delle aliquote in base alla tipologia di immobile:
- 50% per gli interventi effettuati sull’abitazione principale, da parte di chi è titolare di un diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione)
- 36% in tutti gli altri casi: seconde case, immobili di familiari conviventi, inquilini, comodatari
In entrambi i casi, il massimale di spesa ammesso alla detrazione è di 96.000 € per unità immobiliare e la detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo.
Soggetti aventi diritto
A poter usufruire della detrazione sono molte categorie di soggetti, non solo i disabili. In particolare:
- Proprietari e nudi proprietari dell’immobile
- Titolari di diritti reali di godimento: usufruttuari, titolari di diritto di uso, abitazione o superficie
- Inquilini e comodatari, con contratto registrato e consenso del proprietario
- Familiari conviventi del proprietario o detentore (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo grado), purché sostengano la spesa e abbiano fattura e bonifico intestati
- Conviventi more uxorio
- Condomini per gli interventi sulle parti comuni
- Centri o istituti residenziali che offrono assistenza a persone con disabilità
A proposito dei condomini, è necessario che le delibere vengano approvate dalla maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresenti almeno 1/3 del valore millesimale dell’edificio (Legge 220/2012).
Interventi ammessi alla detrazione
Gli interventi ammessi alla detrazione montascale 2026 includono:
- Acquisto e installazione del montascale, servoscala o piattaforma elevatrice
- Costi di manodopera e materiali necessari all’installazione
- Adattamenti strutturali e opere murarie correlate
- Spese di progettazione e asseverazione tecnica
- Smaltimento e bonifica di eventuale impianto sostituito
- Eventuale autorizzazione comunale richiesta
Spese detraibili
Le spese detraibili si riferiscono a quelle che possono essere sottratte dall’importo totale della propria imposta sul reddito, riducendo così l’ammontare dell’imposta effettivamente dovuta. In questo caso le spese detraibili includono principalmente:
- Costo di acquisto del montascale
- Costi di installazione
- Eventuali adattamenti strutturali
- Spese di certificazione tecnica
- Autorizzazioni comunali
Condizioni dell’immobile e di utilizzo del montascale
Tra le altre condizioni che vanno rispettate per poter accedere alle detrazioni per l’installazione di un montascale figurano quelle relative all’immobile, che deve essere:
- un edificio già esistente (non valgono le nuove costruzioni)
- ad uso abitativo e non commerciale
- posseduto o detenuto dal contribuente in base a un titolo idoneo (proprietà, diritto reale, locazione, comodato)
Mentre, gli “obblighi” tecnici ascrivibili al montascale sono che:
- sia conforme al DM 14 giugno 1989, n. 236, che stabilisce le prescrizioni tecniche per il superamento delle barriere architettoniche
- sia accompagnato da asseverazione rilasciata da tecnico abilitato che ne attesti la conformità
- rispetti le normative di sicurezza vigenti (UNI EN 81-40 per i servoscala a poltroncina)
- sia destinato a favorire la mobilità interna o esterna dell’abitazione
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Plafond per redditi superiori a 75.000 euro
Una novità importante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (art. 16-ter TUIR) e confermata per il 2026 riguarda i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Per questi soggetti è stato introdotto un tetto massimo annuo alle detrazioni complessivamente fruibili, comprese quelle edilizie. La tabella ufficiale dei limiti di detraibilità è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Il limite si calcola moltiplicando un importo base per un coefficiente legato al numero di figli a carico:
| Reddito complessivo | Importo base |
|---|---|
| Da 75.001 € a 100.000 € | 14.000 € |
| Oltre 100.000 € | 8.000 € |
A questo importo base va applicato il coefficiente familiare:
- 0,50 in assenza di figli a carico
- 0,70 con un figlio a carico
- 0,85 con due figli a carico
- 1,00 con più di due figli a carico, oppure con almeno un figlio con disabilità ai sensi della Legge 104/92
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IVA agevolata al 4% sull’acquisto del montascale
L’aliquota IVA al 4% si applica quando il montascale è acquistato come ausilio destinato a una persona con disabilità riconosciuta, perché viene considerato un dispositivo tecnico necessario alla mobilità, al sollevamento o alla deambulazione (DM 14 marzo 1998, Tabella A).
Questa agevolazione deriva dalla normativa fiscale sugli ausili per disabili e non è una misura temporanea, quindi non ha una scadenza fissata come i bonus edilizi.
Per ottenere l’IVA al 4%, servono alcuni elementi fondamentali:
- il beneficiario deve avere una certificazione di invalidità o disabilità riconosciuta, rilasciata dalla commissione medica competente
- il montascale deve essere collegato alla specifica esigenza funzionale della persona, cioè servire concretamente a superare una limitazione motoria
- bisogna consegnare al venditore la documentazione sanitaria e una dichiarazione sostitutiva che attesti il diritto all’agevolazione
Se invece il montascale viene installato solo per comodità, prevenzione futura o aumento del comfort, senza un disabile riconosciuto, l’IVA applicata è normalmente del 10% (se rientra in una ristrutturazione edilizia) oppure del 22% nei casi ordinari.
Il punto interessante è che questa IVA al 4% è una delle agevolazioni più “solide” nel sistema fiscale italiano: esiste da decenni e non dipende dalle leggi annuali di bilancio.
È una di quelle norme costruite con la logica più antica e sensata del diritto fiscale: se un dispositivo serve davvero a compensare una limitazione fisica, lo Stato riduce il carico fiscale per renderlo più accessibile.
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Detrazione IRPEF 19% per spese sanitarie
Le persone con disabilità riconosciuta, oppure i familiari che le hanno fiscalmente a carico, possono beneficiare di una detrazione IRPEF del 19% per l’acquisto di un montascale o miniascensore.
Questa agevolazione rientra tra le spese sanitarie per mezzi di sollevamento e deambulazione (art. 15, lettera c, TUIR) e presenta una caratteristica importante: per questi specifici ausili non si applica la franchigia di 129,11 € prevista per le altre spese sanitarie. Il limite di spesa detraibile resta fissato a 6.197,48 € annui complessivi.
Per ottenere la detrazione non è necessario presentare alcuna domanda preventiva. È sufficiente indicare la spesa nella Dichiarazione dei Redditi dell’anno successivo all’acquisto, così da recuperare il 19% dell’importo previsto dalla normativa.
Il pagamento deve essere effettuato con un metodo tracciabile, come bonifico bancario o postale, carta o assegno, mentre i pagamenti in contanti non consentono di accedere al beneficio. Non è obbligatorio il bonifico parlante, ma è consigliabile indicare nella causale che si tratta dell’acquisto di un ausilio per persona con disabilità.
Ai fini della detrazione, è fondamentale conservare la fattura intestata alla persona con disabilità o al familiare che sostiene la spesa, con il codice fiscale e la descrizione del dispositivo.
È inoltre necessario disporre della certificazione di invalidità rilasciata dalla commissione medica competente, che attesti la condizione del beneficiario. Il montascale deve essere identificato come un dispositivo necessario per facilitare la mobilità, il sollevamento o la deambulazione.
A supporto, è consigliabile avere anche una prescrizione medica, oppure un’autocertificazione che confermi la necessità dell’ausilio in relazione alla disabilità.
Quando conviene la detrazione 19% rispetto al Bonus Ristrutturazioni 50%
La detrazione del 19% e quella del 50% (o 36%) sono alternative sulla stessa spesa: bisogna sceglierne una. Vediamo quando conviene optare per il 19%.
- Quando la capienza IRPEF non consente di assorbire le quote annuali del 50% in 10 anni
- Quando si vuole recuperare prima la spesa: la detrazione 19% si fruisce in un’unica soluzione nell’anno successivo, mentre il 50% è spalmato in 10 anni
- Quando l’immobile è di un soggetto diverso (es. il disabile non è proprietario)
- Quando si supera il plafond familiare per redditi sopra i 75.000 € e quindi parte del 50% andrebbe persa
Su spese elevate generalmente conviene il 50%, perché il vantaggio assoluto è maggiore: su una spesa di 8.000 €, il 50% restituisce 4.000 € (in 10 anni), il 19% solo 1.520 € (in un anno)
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Contributi a fondo perduto: la Legge 13/89
Oltre alle detrazioni fiscali, esiste un’altra agevolazione spesso poco conosciuta ma molto vantaggiosa: i contributi a fondo perduto previsti dalla Legge 13/1989 per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati.
A differenza delle detrazioni, in questo caso si parla di denaro erogato direttamente al cittadino, che non deve essere restituito. Il contributo viene gestito dai Comuni in base ai fondi stanziati e a graduatorie di priorità.
Le caratteristiche principali sono:
- è destinato a chi presenta menomazioni o limitazioni funzionali permanenti, certificate
- la domanda va presentata all’ufficio tecnico del proprio Comune di residenza: la scadenza ordinaria prevista dalla Legge 13/89 è il 1° marzo di ogni anno per concorrere al riparto dei fondi annuali, ma molti Comuni accettano richieste anche fuori scadenza, accantonandole per l’annualità successiva. È sempre opportuno verificare il bando in corso presso il proprio Comune
- è cumulabile con tutte le detrazioni fiscali e con l’IVA al 4%, a condizione che la somma totale non superi la spesa effettivamente sostenuta
- l’importo varia in base alla spesa sostenuta, al grado di disabilità e ai fondi disponibili nel singolo Comune
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Esempio pratico: quanto si risparmia davvero nel 2026
Per capire concretamente l’impatto delle agevolazioni, vediamo un caso reale: Maria, 72 anni, residente a Milano, vuole installare un montascale a poltroncina nella sua abitazione principale per superare la rampa di scale che porta al primo piano.
Situazione di partenza: Maria non ha disabilità riconosciuta, ma la figlia con cui convive ha una invalidità motoria certificata. Il preventivo per il montascale è di 5.500 € (IVA esclusa).
In sostanza, Maria recupera circa il 50% del prezzo iniziale sommando il risparmio IVA e la detrazione fiscale spalmata in 10 anni. Se nel suo Comune sono attivi i contributi della Legge 13/89, il costo finale potrebbe scendere ulteriormente.
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Hai pagato nel 2025? La detrazione 75% spetta ancora
Una domanda che riceviamo spesso è: “Ho firmato il contratto a fine 2025, posso ancora usare il Bonus 75%?”
La risposta dipende dal momento in cui sono state effettivamente sostenute le spese. Ai fini fiscali, vale il principio di cassa: conta la data del bonifico, non quella di consegna o installazione.
- Spese pagate con bonifico parlante entro il 31/12/2025: si applica la detrazione del 75%, ripartita in 10 quote annuali a partire dalla dichiarazione 2026 (redditi 2025)
- Spese pagate dal 1° gennaio 2026: si applica esclusivamente la nuova normativa (Bonus Ristrutturazioni 50%/36%)
Chi ha sostenuto la spesa nel 2025 e sta presentando la dichiarazione dei redditi nel 2026 deve quindi inserire la prima delle 10 rate del Bonus 75% nel modello 730 o Redditi PF, conservando tutta la documentazione tecnica e fiscale per i successivi controlli dell’Agenzia delle Entrate.
Detrazione montascale in condominio
L’installazione di un montascale nelle parti comuni di un condominio è uno scenario molto frequente, specialmente nei centri storici di Milano e nei palazzi senza ascensore. Le regole sono particolari:
- Maggioranza ridotta in assemblea: per approvare l’installazione basta la maggioranza dei partecipanti all’assemblea che rappresenti almeno 1/3 del valore millesimale dell’edificio (Legge 220/2012)
- Diritto del singolo condomino: anche se l’assemblea respinge la proposta, il condomino interessato può procedere a proprie spese ai sensi dell’art. 2 della Legge 13/89, purché l’intervento non pregiudichi la stabilità o la sicurezza dell’edificio e non limiti l’uso delle parti comuni agli altri condomini
- Detrazione: ogni condomino calcola la detrazione in base alla propria quota millesimale di spesa
- Massimale di spesa: il limite di 96.000 € si applica per ciascuna unità immobiliare, quindi negli interventi condominiali il plafond complessivo aumenta proporzionalmente
In caso di intervento condominiale, è l’amministratore che invia all’Agenzia delle Entrate i dati delle spese sostenute entro il 16 marzo, permettendo la creazione del modello 730 precompilato per ciascun condomino.
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Documentazione necessaria per la detrazione montascale 2026
Per poter godere degli sgravi previsti è necessario conservare tutta la documentazione fiscale in modo da poterla presentare al commercialista durante la compilazione della dichiarazione dei redditi.
L’Agenzia delle Entrate richiede di custodire i documenti per almeno 10 anni, ovvero per tutta la durata del recupero fiscale.
Documentazione obbligatoria
Tra i documenti di cui necessariamente bisogna disporre ci sono:
- Fattura dell’acquisto del montascale, intestata al beneficiario della detrazione
- Bonifico parlante bancario o postale con causale corretta (vedi sezione successiva)
- Asseverazione tecnica rilasciata da un tecnico abilitato, che attesta la conformità dell’impianto al DM 236/89
- Dichiarazione di conformità dell’impianto alle normative CE rilasciata dalla ditta installatrice al termine dei lavori
- Documentazione tecnica del montascale: relazione che descrive le specifiche tecniche, dimensioni, capacità di carico e caratteristiche di sicurezza
- Eventuale delibera condominiale per gli interventi sulle parti comuni
- Copia del documento di identità del richiedente
In caso di IVA al 4% o detrazione 19%, è inoltre necessario conservare:
- Copia del verbale di invalidità rilasciato dalla commissione medica
- Eventuale copia della certificazione Legge 104/92
- Prescrizione medica che attesti il collegamento tra patologia e necessità dell’ausilio
Il bonifico parlante: come compilarlo correttamente
Il bonifico parlante è il documento più delicato dell’intera procedura: un errore nella compilazione può far perdere il diritto alla detrazione. Si tratta di un bonifico bancario o postale che deve contenere informazioni specifiche per essere considerato valido ai fini fiscali.
Quasi tutte le banche e Poste Italiane hanno predisposto nei loro home banking una sezione dedicata “Bonifico per ristrutturazioni / detrazioni fiscali” che precompila correttamente i campi.
Gli elementi obbligatori da indicare nella causale sono:
- Riferimento normativo: art. 16-bis del DPR 917/1986
- Codice fiscale del beneficiario della detrazione
- Codice fiscale o partita IVA del fornitore
- Numero e data della fattura di riferimento
Ecco un esempio di causale corretta che puoi copiare e adattare:
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Tempistiche e dichiarazione dei redditi
Per beneficiare della detrazione fiscale per l’installazione di un montascale, è necessario rispettare le tempistiche previste dalla normativa fiscale.
La detrazione non richiede la presentazione di una domanda separata: il beneficio si ottiene inserendo la spesa sostenuta nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stato effettuato il pagamento.
Ad esempio, se il montascale viene acquistato e installato nel 2026, la detrazione potrà essere indicata nella dichiarazione dei redditi presentata nel 2027, e si recupererà in 10 quote annuali di pari importo dal 2027 al 2036.
È fondamentale conservare tutta la documentazione relativa all’intervento, come fatture e ricevute dei pagamenti tracciabili, per almeno 10 anni in caso di eventuali controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Cessione del credito e sconto in fattura: cosa è cambiato
Una delle modifiche più significative degli ultimi anni riguarda la possibilità di monetizzare immediatamente la detrazione tramite cessione del credito o sconto in fattura.
Per gli interventi finalizzati all’abbattimento delle barriere architettoniche, queste due modalità non sono più disponibili a partire dal 30 dicembre 2023 (DL 212/2023), salvo limitatissime eccezioni per pratiche già avviate. Anche il successivo DL 39/2024 ha confermato lo stop generalizzato.
Nel 2026, quindi, l’unico modo per usufruire del Bonus Ristrutturazioni applicato al montascale è dichiararlo nei redditi e utilizzare la detrazione ripartita in 10 anni.
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Errori frequenti che fanno perdere la detrazione
Negli ultimi anni l’Agenzia delle Entrate ha intensificato i controlli sulle detrazioni edilizie. Ecco gli errori più comuni che possono compromettere il diritto al bonus e come evitarli.
- Pagamento in contanti o con bonifico ordinario: il bonifico parlante è obbligatorio. Senza, la detrazione decade
- Causale incompleta o errata: omettere il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario o la partita IVA del fornitore può invalidare il bonifico
- Fattura intestata a persona diversa da chi paga: chi sostiene la spesa con bonifico deve coincidere con l’intestatario della fattura
- Mancanza dell’asseverazione tecnica: senza il documento che attesta la conformità al DM 236/89, la detrazione decade
- Affidarsi a installatori non qualificati: una ditta non in regola non può rilasciare la dichiarazione di conformità necessaria
- Non conservare la documentazione: i controlli possono arrivare anche dopo 5-6 anni dal pagamento
- Dichiarazione di intervento generica in fattura: la descrizione “lavori vari” non basta, serve indicare chiaramente “abbattimento barriere architettoniche”
Consigli utili per la detrazione montascale 2026
Come tutte le questioni burocratiche, anche la detrazione prevista nel 2026 per i montascale richiede una certa attenzione. Tuttavia rappresenta un aiuto concreto e indispensabile per quanti ne necessitano.
Ecco alcuni suggerimenti pratici per facilitare il compito.
Affidarsi a ditte installatrici competenti e qualificate
Inutile comprare un modello di montascale luxury o super accessoriato, se poi l’installazione non viene eseguita a dovere. La corretta esecuzione dell’installazione è ciò che garantisce la sicurezza degli utenti e la possibilità di ottenere la detrazione.
Per scegliere un installatore affidabile è opportuno:
- Verificare l’iscrizione regolare all’Albo delle Imprese e il possesso delle certificazioni necessarie
- Richiedere preventivi dettagliati, con indicazione separata di costi materiali, manodopera e adempimenti tecnici (asseverazione inclusa)
- Confrontare almeno 2-3 proposte per scegliere il miglior rapporto qualità-prezzo
- Verificare che la ditta fornisca tutta la documentazione fiscale e tecnica necessaria al termine dei lavori
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Richiedere assistenza a un professionista
Un commercialista o un consulente fiscale possono essere estremamente utili durante il processo di richiesta delle detrazioni, in quanto possono:
- aiutare a compilare correttamente il modello 730 o Redditi PF e verificare la corretta fruizione del bonus
- monitorare il processo per assicurare che la detrazione venga correttamente applicata anno per anno
- valutare quale agevolazione conviene di più (es. 50% vs 19%) in base al reddito e alla situazione familiare
- verificare la compatibilità con il plafond familiare per i redditi sopra i 75.000 €
- valutare la cumulabilità con altri contributi disponibili per l’abbattimento delle barriere architettoniche
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FAQ — Domande frequenti sulla detrazione montascale 2026
1) Quali sono le detrazioni fiscali disponibili per l’installazione di montascale nel 2026?
Nel 2026 sono attive quattro agevolazioni: il Bonus Ristrutturazioni con detrazione del 50% sull’abitazione principale e 36% sugli altri immobili (massimale 96.000 €), l’IVA agevolata al 4% per persone con disabilità, la detrazione IRPEF del 19% come spesa sanitaria e i contributi a fondo perduto della Legge 13/89. Il Bonus Barriere Architettoniche al 75% è scaduto il 31 dicembre 2025 e non è stato prorogato.
2) Esistono contributi a fondo perduto per l’eliminazione delle barriere architettoniche nel 2026?
Sì, sono attivi i contributi previsti dalla Legge 13/89 erogati dai Comuni, con domanda da presentare entro il 1° marzo di ogni anno. L’importo varia in base alla spesa, al grado di disabilità e ai fondi disponibili nel singolo Comune. Sono cumulabili con tutte le detrazioni fiscali e con l’IVA al 4%.
3) Come posso usufruire dell’IVA agevolata al 4% per l’acquisto di un montascale?
L’IVA al 4% si applica direttamente in fattura quando l’acquirente o un familiare a carico è in possesso di una certificazione di invalidità o disabilità motoria rilasciata dalla commissione medica ASL/INPS. Va consegnata al venditore copia del verbale di invalidità (eventualmente integrata da prescrizione medica) prima dell’emissione della fattura.
4) Quali documenti sono necessari per richiedere le detrazioni fiscali per montascale?
Servono: fattura intestata al beneficiario, bonifico parlante con causale corretta, asseverazione tecnica DM 236/89, dichiarazione di conformità dell’impianto, documentazione tecnica del montascale, eventuale delibera condominiale e copia del documento d’identità. Per IVA al 4% e detrazione 19% serve anche la certificazione di invalidità.
5) La detrazione spetta anche se non ho una disabilità riconosciuta?
Sì. Il Bonus Ristrutturazioni 50%/36% spetta a tutti i contribuenti IRPEF che effettuano interventi di abbattimento delle barriere architettoniche, indipendentemente dalla condizione di disabilità. La disabilità è invece requisito per accedere all’IVA al 4% e alla detrazione 19%.
6) Posso ancora utilizzare il Bonus Barriere Architettoniche al 75%?
Solo per le spese effettivamente sostenute (con bonifico parlante) entro il 31 dicembre 2025. Per quelle spese si può continuare a fruire del 75% nelle 10 quote annuali successive. Per i pagamenti effettuati dal 1° gennaio 2026 si applica esclusivamente il Bonus Ristrutturazioni 50%/36%.
7) Chi può beneficiare della detrazione fiscale per montascale?
Possono beneficiare della detrazione: proprietari, nudi proprietari, usufruttuari, inquilini e comodatari (con contratto registrato), familiari conviventi del proprietario o detentore, conviventi more uxorio, condomini per le parti comuni e centri residenziali assistenziali. La condizione fondamentale è sostenere effettivamente la spesa con bonifico parlante e fattura intestata.
8) Qual è il limite massimo di spesa per la detrazione montascale?
Il limite massimo di spesa è di 96.000 € per unità immobiliare. Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 € si applica inoltre il plafond familiare annuo (art. 16-ter TUIR), che limita le detrazioni complessivamente fruibili in base al reddito e al numero di figli a carico.
9) Quali sono le modalità di fruizione della detrazione montascale?
Nel 2026 l’unica modalità disponibile è la detrazione ripartita in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi. La cessione del credito e lo sconto in fattura non sono più applicabili agli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche dal dicembre 2023.
10) Posso installare un montascale in condominio anche senza il consenso degli altri condomini?
Sì. Se l’assemblea condominiale respinge la proposta, il singolo condomino può procedere a proprie spese ai sensi dell’art. 2 della Legge 13/89, purché l’installazione non comprometta la stabilità dell’edificio né limiti l’uso delle parti comuni agli altri condomini. La richiesta va inoltrata per iscritto all’amministratore.
11) Cosa succede alla detrazione se il beneficiario muore prima di aver fruito tutte le rate?
Per il Bonus Barriere Architettoniche le rate residue non si trasferiscono agli eredi e si perdono. Per il Bonus Ristrutturazioni ordinario, invece, le rate residue si trasmettono all’erede che acquisisce il possesso materiale e diretto dell’immobile. È un aspetto da considerare nella pianificazione fiscale, specialmente per beneficiari anziani.
